Ducati Monster 696. Sembra quasi impossibile, ma il nuovo Monster ha finalmente un volto! Dopo mesi di supposizioni, photoshop ed avvistamenti vari, Ducati svela le proprie carte presentando il nuovo Ducati Monster 696.
Che dire? Beh, le novità non sono certo poche, anzi. Il lavoro non è stato certo facile perchè molto doveva cambiare, rimanendo però uguale - Gattopardo docet -. Dalle prime immagini si può infatti notare come l'animo Monster non sia stato completamente stravolto, anche se molti dettagli hanno subito una decisa evoluzione. Più muscoloso ed imponente, il nuovo Monster sfrutta componenti più compatti per evitare ogni sporgenza dalla sagoma ed il nuovo serbatoio acquisisce ora più imponenza e personalità.
Il telaio rimane a traliccio di tubi d'acciaio a cui si va a fissare un telaietto portante, fuso in lega d'alluminio - forse un po' troppo nipponico nella grafica -. L'impianto frenante, pur trattandosi dell'entry level, sfrutta un doppio disco da 320 mm con pinze ad attacco radiale a quattro pistoncini. Impossibile non essere catturati poi dal nuovo impianto di scarico, con la coppia di silenziatori alti e dalla forma ovale, oltre che il nuovo percorso dei collettori.
Completamente nuovo risulta poi il cruscotto, ora interamente digitale, a deciso richiamo delle impostazioni di tutte le Ducati sportive di ultima generazione.
Nella lunga lista delle novità entra anche il gruppo ottico anteriore, caratterizzato dal nuovo proiettore a 3 parabole, e quello posteriore, ora a led.
Rispetto alla versione precedente, il nuovo Ducati Monster 696 ha subito una dieta dimagrante di ben 5 kg, fermando così l'ago della bilancia a quota 163 kg.
Ma è dentro il telaio a tralicci che si concentra la nostra attenzione perchè è il cuore Ducati il vero e proprio fiore all'occhiello della casa di Borgo Panigale. La potenza erogata sale a quota 80 cavalli con una coppia di 69 Nm a 7750 giri. Alesaggio e corsa rimangono invariati rispetto a quelli del 695, ma pistone e camera di combustione sono stati rivisti per ottimizzare la resa fluidodinamica dei nuovi condotti. Sotto le mani dei tecnici è finita anche la trasmissione desmodromica dove gli alberi a camme lavorano direttamente sulla testa.
Le alette di raffreddamento di testa e cilindri, presentano ora una nuova conformazione oltre che un migliorato processo di fusione che ha consentito di realizzarne un maggior numero, favorendo così lo scambio termico.
06/11/2007 Team Infomotori.com |