Alla fine degli anni settanta, la Benelli, dopo anni di successi commerciali e sportivi ottenuti sulle piste di tutto il mondo, poneva la parola fine alla produzione di motociclette. Del glorioso marchio pescarese, restò a lungo solo il ricordo di chi ne aveva vissuto l’epoca dei trionfi e ricordava ancora le moto Benelli, come oggetto del desiderio di molti appassionati.
Negli anni novanta Andrea Merloni, giovane rampollo di una famiglia di ricchi industriali, ha deciso di far rivivere il marchio , iniziando dal basso, ovvero da scooter di piccola e media cilindrata, ma nella testa del giovane imprenditore, c’era un progetto ben più ambizioso. Nel 2000 finalmente, dopo aver consolidato in Italia e nel mondo la sua azienda, come solida e concreta realtà, ecco che quel progetto prende forma e viene finalmente presentata la prima vera moto grigio verde, la stupenda Benelli Tornado 3.
Il progetto della 3 cilindri ha subito, dopo una affrettata presentazione, una lunga serie di rinvii ed aggiornamenti. Per prima è arrivata la Limited Edition, riservata a pochi, ricchi fortunati, poi la Tornado ha affrontato due stagioni nel mondiale Superbike, guidata da Peter Goddard e finalmente nel 2002, ne è iniziata la regolare consegna ai concessionari.
Ora lasciamo stare la storia e le vicissitudini che hanno portato alla moto definitiva e concentriamoci su di lei.
La Tornado, è una cubista in abiti attillatissimi, un affresco di Giotto, una fantastica opera d’arte in metallo…e forse anche molto di più. Il design estremamente curato, identificano subito la Benelli, come un prodotto esclusivo, non ci sono contaminazioni con altri marchi, niente è stato scopiazzato, la Tornado è figlia di se stessa. Il cupolino, per la sua essenzialità e pulizia ricorda, insieme agli specchietti in tinta che puntano il cielo, il profilo di un insetto, nella vista laterale invece, è la carenatura a farla da padrone, si allunga ad abbracciare la sella, dando continuità alla linea trasversale che la unisce al codone. Il serbatoio dalle mille sfaccettature, è sfuggente, quasi nascosto e inghiottito dalla carena e in sella si gode alla vista di una strumentazione in linea con il resto della moto…semplicemente favolosa. Il posteriore è sicuramente l’elemento più caratterizzante, sfruttando il posizionamento del radiatore sotto la sella, si sono adottate due grintosissime ventole per l’ estrazione del calore, proprio sotto il codone, che rendono la Tornado unica nel suo genere e le regalano una vista posteriore davvero molto grintosa. La Tornado appare particolarmente corta e caricata sull’anteriore, dando l’impressione di voler davvero mordere l’asfalto.
Il motore è un'altra perla, nonché qualcosa di insolito (Triumph a parte) per il mercato, è un tre cilindri in linea di 900 cc. , compattissimo e abbastanza dotato (136 i cv dichiarati), ma la progettazione risalente a qualche anno fa, fa avvertire la mancanza della cilindrata piena e di qualche cv in più. Il propulsore fa comunque ampio sfoggio di tecnologia, è dotato di contralbero antivibrazioni, ha carter presso fusi in alluminio, frizione antisaltellamento e, cosa strana, pur rispettando le emissioni inquinanti della normativa euro 2, è sprovvisto di catalizzatore.
La sua particolarità, sta comunque nel posizionamento del radiatore, che non si trova davanti alla bancata dei cilindri, ma dietro, all’incirca sotto la sella. I vantaggi sono più che altro a livello estetico, visto che senza il radiatore, anteriormente la carenatura può avere un aspetto più profilato e appuntito, anche se la contropartita è un posteriore piuttosto massiccio.
Analizzando la ciclistica, si scopre ben presto che anche il telaio è davvero particolare, è infatti costituito da una struttura mista, ovvero un traliccio anteriore in tubi d’acciaio ASD, ancorato con quattro grandi viti traenti ad una parte posteriore costruita in lega d’alluminio. Rispetto alla Limited Edition, la struttura ha subito l’inspessimento dei tubi del traliccio e la riduzione dell’inclinazione del cannotto.
Identico è restato invece il favoloso forcellone oscillante il lega leggera, con capriata superiore di rinforzo sul lato sinistro. A completare il quadro ciclistico, ci pensa anteriormente una forcella upside down Marzocchi con steli da 43 mm. completamente regolabile, mentre posteriormente lavora un monoamortizzatore Estreme Tech pluriregolabile, che consente anche di variare l’altezza della moto.
Per frenare la Tornado 3 non si è badati a spese, l’impianto installato è un Brembo Serie Oro, con poderosi dischi da 320 mm. anteriormente frenati da pinze tradizionali a 4 pistoncini, al posteriore troviamo invece un singolo disco di 240 mm. Favolosi inoltre i cerchi a 5 razze, realizzati in lega d’alluminio, mediante fusione in conchiglia, che uniscono ad un peso davvero contenuto, una notevole resistenza.
Guidando la Benelli, si riassaporano gusti antichi, la sua guida è meno asettica ed intuitiva di quella dei prodotti di ultima generazione, non è facile come certe concorrenti e “sente” molto le regolazioni. Il peso vicino ai 200 cv, la aiuta molto rendendola stabile e precisa, anche se non così reattiva. Il tre cilindri che la equipaggia è un po’ troppo “abbottonato” per una macchina del genere, ma sa regalare lo stesso ottime sensazioni, pur non disponendo di una potenza dirompente.
La Tornado 3 è una sfida, giocata a carte scoperte in faccia ad una concorrenza spietatissima, nazionale e giapponese. E’ un sogno romantico, ma anche ambizioso che punta su contenuti esclusivi e non omologati.
E’ una prima donna la Benelli, è ammiccante, ma nello stesso tempo altezzosa, bellissima e particolare, insomma una moto che potrà dividere, per il suo stile e le sue scelte, ma che indubbiamente affascina.
Come tutti le creazioni che nascono dal nulla, la Tornado ha anche dei difetti, il suo punto debole è probabilmente il propulsore, figlio di un progetto che nel corso del suo iter evolutivo, ha incontrato qualche problema dovuto specialmente ad una erogazione un po’ troppo sporca. Il modello definitivo ha risolto quasi del tutto i problemi, anche se resta un po’ fiacco e con un evidente buco attorno ai 5000 giri. Il tre cilindri Benelli infatti, non garantisce purtroppo la potenza che ci si aspetterebbe, probabilmente ciò e dovuto al fatto che la Tornado ha debuttato con un certo ritardo e si è dovuta scontrare con l’evoluzione dei moderni propulsori, che in pochi anni si sono evoluti notevolmente.
Chi acquisterà la Tornado, farà comunque per prima cosa una scelta di cuore, e chi saprà sorvolare sui suoi piccoli difetti, potrà bearsi di un mezzo assolutamente esclusivo con un carattere davvero forte ed intrigante…
Scheda tecnica
Motore
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Tipo
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897,724cc, raffreddato a liquido, tre cilindri in linea inclinati di 15°
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Alesaggio e corsa
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88 x 49,2 mm
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Rapporto di compressione
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11:1
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Alimentazione
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A iniezione elettronica Sagem con corpo farfallato da 53mm
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Iniezione
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Digitale
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Frizione
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Multidisco a secco con sistema antisaltellamento
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Lubrificazione
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Carter umido
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Cambio
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6 rapporti estraibile
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Potenza
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136 cavalli a 11.500g/min
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Trasmissione finale
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Catena
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Telaio
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Sospensione anteriore
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Forcella Marzocchi Upside-Down da 43mm con precarico, molla ed estensione regolabili
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Sospensione posteriore
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Monoammortizzatore Estreme Tech completamente regolabile
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Impianto frenante anteriore
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Doppio disco da 320mm flottante con pinze a 4 pistoncini
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Impianto frenante posteriore
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Disco freno da 240 mm, pinza a due pistoncini
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Ruota anteriore
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Cerchio lega leggera a 5 razze,120/70 ZR17
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Ruota posteriore
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Cerchio lega leggera a 5 razze,180/55 ZR 17
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Dimensioni
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Lunghezza
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2039mm
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Larghezza
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718mm
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Peso
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198 kg a secco
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Altezza sella
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810mm
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Capacità serbatoio
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18 lt.
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Avancorsa
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24°
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Interasse
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1.419
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Altro
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Colori disponibili
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Rosso sport, grigio/nero, verde/grigio
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Garanzia
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2 anni chilometraggio illimitato
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Disponibilità
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Da subito
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Prezzo
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16.600 euro (chiavi in mano)
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